Catinaccio - Via Vinatzer - Peristi

300 metri, VI+ e A0


Ripetizione effettuata il 20/07/2926 con Fabio Tamanini. Si tratta di uno storico itinerario aperto nel 1935, decisamente all'avanguardia per l'epoca e oggi praticamente dimenticato e non più ripetuto. In passato invece aveva avuto sicuramente un periodo di maggior successo, come testimoniano i numerosi chiodi vecchi e arrugginiti presenti sui due tiri chiave nella parte centrale della via.
A proposito dei due tiri chiave, sono su roccia strapiombante gialla e un po' friabile, da non sottovalutare, dopo quasi un secolo dall'apertura si fanno ancora rispettare. Anche perché praticamente nessuno dei vecchi chiodi è più utilizzabile, quindi occorre proteggersi interamente con i friend. Su questi due tiri sono presenti numerosi chiodi, dai 10 a ai 15 ciascuna lunghezza, ma solo due o tre hanno un aspetto vagamente accettabile. Lo testimonia il fatto che a noi ne sono rimasti in mano due, il primo si è completamente sbriciolato appena lo abbiamo toccato, il secondo, ugualmente corroso dalla ruggine, è venuto fuori con due dita e siamo riusciti a portarlo a casa come ricordo. Lo potete vedere in foto qui sotto. Quindi non sto esagerando quando dico di non rinviare i chiodi presenti e fidarsi solo dei propri friends e nuts. Fortunatamente essendo una via in fessura, si protegge benissimo con le protezioni mobili, tra l'altro la roccia risulta un po' friabile, ma la fessura è solidissima e perfettamente sicura per accogliere nuts e friends. L'unico passo dove era indispensabile il chiodo era quello a protezione della sosta ed in partenza dalla nicchia strapiombante e lo abbiamo sostituito. Per chi volesse cimentarsi nella libera, quello è il passo chiave e dovrebbe essere intorno all'VIII+(7a+), prima in strapiombo su buone prese, poi un'uscita infida su fessura ad incastro di mano in stile americano. Sui restanti tiri invece la roccia è ottima e con difficoltà più contenute e sono presenti pochi chiodi.

Noi avevamo una doppia serie di friends, ma obbiettivamente basta una serie completa dal nero totem al 3(blu grande), doppiando i medi e uno o due piccoli. Chiodi e martello indispensabili.

L'avvicinamento lo abbiamo effettuato dalla Via Ferrata Santner, decisamente più rapido rispetto al classico dal Gardeccia. Prendendo il primo impianto la mattina presto che porta direttamente al Rifugio Fronza, poi in un ora e mezza si arriva all'attacco.
La discesa è piuttosto comoda. Usciti dalla via ci si dirige verso destra, fino a raggiungere l'intaglio dove partono le calata della via normale al Catinaccio. Con 4 doppie utilizzando una sola mezza si arriva sul sentiero, ricollegandosi in pochi minuti con quello della Via Ferrata Santner nei pressi dell'omonimo Rifugio Passo Santner.

La via è talmente logica che non abbiamo avuto bisogno di seguire alcuna relazione. Online l'unico schizzo è presente sul sito ramellasergio.it ed è più che sufficiente per ripetere questa via.