Mur del Pisciadù Orientale - Via Hruschka 

Circa 500 metri di sviluppo; WI 5; M4; V+.

Una bella intuizione di Francesco Salvaterra e Marcello Cominetti che nel 2015 avevano scoperto la versione invernale di questa vecchia via aperta nel lontano 28 settembre 1933 e praticamente dimenticata, vista l'abbondante presenza di acqua, che in estate facilmente rende la salita tutt'altro che piacevole.
La versione invernale invece è altamente spettacolare: una splendida goulotte incassata all'interno di un grande camino che da la direttiva all'intera via. Si scalano dei tiri su ghiaccio con qualche passaggino di misto uno più bello dell'altro, inoltre alcune grosse nicchie, o meglio caverne, dove si sosta comodamente, rendono l'ambiente in cui si scala davvero suggestivo ed unico. Soltanto due lunghezze si svolgono interamente (o quasi) su roccia, e nonostante siano rispettivamente di V- e V+, per noi hanno rappresentato il tratto chiave della salita, dato che si sviluppano in aperta parete ai margini del grande camino, dunque un po aleatorie da proteggere e sopratutto da salire ramponi ai piedi.
Fino alla nostra salita, le ripetizioni si contavano sulle dita di una mano ed il materiale in via era praticamente del tutto assente; ma a causa del passaparola sui social, nel 2020 è stata letteralmente presa d'assalto da tantissime cordate. Adesso si trovano soste attrezzate e materiale lungo i tiri. Vorrei però sottolineare come tutti quanti si sono limitati a salire la prima parte su ghiaccio ed al massimo uno solo dei tiri su roccia, dunque nonostante le innumerevoli salite, praticamente nessuno ha per davvero completato la via fino in cima. Lo testimonia il friends grigio che avevamo lasciato sull'ultima sosta, recuperato da Santi Padros (che ha fatto la via in solitaria!) a fine stagione, pochi giorni prima del lockdown. Dunque solo lui ha ripetuto per intero la via dopo di noi, assurdo perché in due mesi sono andate su veramente centinaia di persone. Eppure in quel periodo ogni giorno sui social sbucavano post dove veniva dichiarata la salita di questa via. Ma dal momento in cui l'ultimo tiro di roccia è indubbiamente il più impegnativo di tutta la via, chi non lo sale, non può dire di averla fatta. Punto. Salirla fino in cima richiede un impegno ben diverso dal limitarsi a salire qualche divertente tiro su ghiaccio.


Salita effettuata il 2 gennaio 2020 con Paolo Baroldi a comando alternato.

Purtroppo abbiamo fatto lunghi tiri da 60 metri ed i tratti con il ghiaccio più "interessante" non erano visibili dalle soste e dunque le foto non rendono giustizia alla bellezza della via.