Stevia - Via Vinatzer

Via Vinatzer - Parete Nord-Ovest dello Stevia – 200 m VII-



Via decisamente impressionante se consideriamo che è stata aperta nel 1933, con le tecniche e l'attrezzatura dell'epoca. Già i primi tre tiri colpiscono per difficoltà e friabilità della roccia, però tutto sommato, conoscendo Vinatzer e il suo stile, ti aspetti di trovare esattamente quel tipo di terreno. È il quarto tiro, ovvero quello chiave, che che va oltre ogni immaginazione. Già ancora prima di scalarlo, guardavo il tetto e mi chiedevo come gli sia anche solo venuto in mente di salire di là in arrampicata libera nel 1933. Vintzer, dal chiodo che verosimilmente è riuscito a piazzare prima dell'uscita, incastrato di schiena nella larga fessura, aveva davanti a se un viaggio tutto sulle braccia, perché da quel chiodo bisogna ancora scalare sul tetto puro, prima raggiungerne il bordo, poi da lì ancora non si ha idea di come saranno le prese in uscita ed è impossibile fermarsi a piazzare un chiodo. Alla fine ogni passo rivela una nuova presa buona e anche discretamente solida, tanto che il grado sarà "solo" VII-(6b nella scala francese), ma è del tutto inaspettato, visto che nei tre tiri precedenti, invece la roccia era molto friabile e non c'era nemmeno l'ombra di una presa grossa. Insomma, mettendomi nei panni dell'apritore e anche calandomi con la mente nell'epoca in cui venne aperta, mi fa davvero impressione. Tiri del genere nei decenni successivi venivano aperti con largo uso dell'artificiale e poi saliti in libera solo di recente(relativamente) dai moderni arrampicatori con scarpette e magnesio e, ri-gradati anche in arrampicata libera. Invece Vinatzer nel 1933 aveva fatto tutta da solo, in libera, con le pedule, la sicura a spalla, un chiodo lontanissimo, le corde di canapa, senza la falesia dove allenarsi, su un tetto puro. Era avanti di molti decenni rispetto a tutti gli altri e avrebbe meritato più fama e considerazione nella storia dell'alpinismo. Ad ogni modo, Vinatzer viene considerato da molti il primo italiano(e forse anche il primo al mondo) a salire una via di VII grado. A quel tempo era in voga la scala chiusa che arrivava al VI grado(6a nella scala francese), solo nei decenni successivi, venne scoperto che questa via era ben più dura e superava già il sesto grado, nonostante ciò, il fortissimo gardenese non ha mai goduto di fama e visibilità come altri suoi colleghi, ed a mio parere è un peccato.


Via ripetuta il 13 agosto 2023 a comando alternato con Luca Trubbiani