Marmolada - Via Messner/Renzler (Sudtirolerweg)

Circa 1.000 m di sviluppo, considerando anche l'uscita sulla Tomasson; VII (VI/A1).

Via dal gran valore storico, i due fortissimi Sudtirolesi, nell'estate del 1969, sbalordirono il mondo alpinistico aprendo la via senza far uso di chiodi a pressione. Non è un dettaglio da poco, in quel periodo l'enorme diedro era considerato l'ultimo problema evidente della Marmolada, ed incuteva talmente tanto timore, che nessuno, ad eccezione del fuoriclasse altoatesino, pensava fosse possibile risolverlo senza chiodi a pressione. 
La via si può dividere idealmente in tre parti: la prima piuttosto sbrigativa arriva fino alla grande cengia e si svolge su solide placche grige nel più classico "stile marmoladesco", con difficoltà generalmente sul quarto grado, con qualche passaggetto di V e V+ all'inizio. Nella seconda parte si entra dentro l'enorme diedro che rappresenta il tratto chiave della salita, specialmente se lo si trova bagnato. Il tiro chiave presenta passi di VI e VII in libera, eventualmente A1 in artificiale. Finito il diedro si è sulla seconda cengia, dove l'itinerario si raccorda con la Tomasson, che senza più opporre difficoltà, conduce in cima.
Paradossalmente oggi la via viene ripetuta solo fino alla prima cengia, da dove si prosegue per la cima lungo un altro itinerario. Ma Messner andò su per aprire il diedro, non di certo per le placchette appoggiate prima della cengia, che tra l'altro, sono una leggera passeggiata di piacere in confronto a ciò che si trova nel diedro. Inoltre, sempre a mio parere, il tratto interessante è proprio l'enorme diedro, essendo una struttura talmente imponente e mastodontica che difficilmente ha eguali in Dolomiti. Per rendere un'idea, basta pensare alla fessura che lo solca, la quale viene scalata direttamente al suo interno, ed a tratti assume le dimensioni di una stanza, talmente è larga e profonda! Il primo tiro entra in un lungo e stretto cunicolo da far impallidire il famoso buco del Philipp-Flamm, tanto che in pieno giorno va accesa la frontale per vederci qualcosa! Noi l'abbiamo trovato estremamente bagnato, siamo finiti nella melma fino agli stinchi, difficilmente lo si troverà totalmente asciutto, ma sicuramente è possibile trovarlo in condizioni migliori della nostra. Difatti su un tiro dove dallo strisciare dentro il buio camino sono passato a scalare al sole una facile e solida fessura di IV, finalmente asciutta, mi sono dovuto appendere ad una protezione per pulirmi le scarpette, totalmente coperte da una spessa poltiglia fangosa. Penso che, per me sia stata la prima volta nella vita che mi sono dovuto appendere su un terreno così facile! I fazzoletti di carta, portati per ben altro scopo, si sono rivelati invece fondamentali per proseguire ad arrampicare! Una lunghezza prima del tiro chiave, improvvisamente il bagnato cessava, ma per un po abbiamo ancora avuto qualche difficoltà a fidarci dei piedi, in quanto le scarpette erano rimaste ancora scivolose.
Questa via mi ha davvero emozionato come poche, per me quello che ho vissuto dentro le viscere del diedro rimarrà un'avventura indimenticabile che mi porterò per sempre nel mio cuore.

Ripetizione effettuata con Luca Pasqualetto il 10/09/2018 a comando alternato. Abbiamo fatto buon uso della conserva nella prima parte, in questo modo siamo stati rapidi e ci siamo potuti tranquillamente concentrare sul diedro, avendo ampio margini di tempo. Una volta usciti dal diedro(sulla Tomasson) abbiamo proseguito prima un po in conserva e poi slegati fino in cima alla Punta Penia.

Per una ripetizione consiglio una discreta scelta di chiodi, essendo il diedro poco ripetuto il già di per se scarso materiale presente è spesso marcio, noi qualche chiodo però lo abbiamo lasciato. Una serie di friend è sufficiente, ma può tornare molto utile portarsi un 4 BD(noi lo avevamo). Purtroppo da sotto è impossibile capire se il diedro è asciutto o meno. Noi abbiamo usato la vecchia edizione della guida di Maurizio Giordani Marmolada Parete Sud, dove oltre le foto ci sono anche gli schizzi. Proprio i disegni che purtroppo mancano nella nuova edizione, noi li abbiamo trovati perfetti e precisi, specialmente nella prima parte, forse un po meno nel diedro, ma tutta la via ha una logica talmente evidente che è impossibile sbagliare. 

Luca intento ad attraversare la colata bagnata del secondo tiro
Luca intento ad attraversare la colata bagnata del secondo tiro
Anche sulla prima parte abbiamo incontrato diversi tratti bagnati, ma non erano per nulla problematici
Anche sulla prima parte abbiamo incontrato diversi tratti bagnati, ma non erano per nulla problematici
In cengia, alla base del meraviglioso ed imponente diedro
In cengia, alla base del meraviglioso ed imponente diedro
Il primo tiro del diedro, un lungo cunicolo buio e melmoso
Il primo tiro del diedro, un lungo cunicolo buio e melmoso
Mentre raggingo la sosta(e la luce)al termine del cunicolo
Mentre raggingo la sosta(e la luce)al termine del cunicolo
Il tiro successivo è un viscido e liscio camino verde
Il tiro successivo è un viscido e liscio camino verde
Luca sul tiro di VI
Luca sul tiro di VI
Ancora camini, bui e bagnati, fuori invece c'è il sole
Ancora camini, bui e bagnati, fuori invece c'è il sole
Fuori dal camino, al sole e su terreno facile sono costretto ad appendermi ad una protezione per pulirmi le scarpette coperte dalla melma.
Fuori dal camino, al sole e su terreno facile sono costretto ad appendermi ad una protezione per pulirmi le scarpette coperte dalla melma.
Il tiro chiave, sulla lisca parete di un'enorme "stanza"
Il tiro chiave, sulla lisca parete di un'enorme "stanza"
Luca sul penultimo tiro del diedro, ormai il terreno è completamente asciutto
Luca sul penultimo tiro del diedro, ormai il terreno è completamente asciutto
Mentre raggiungo in sosta Luca
Mentre raggiungo in sosta Luca
Con un netto traverso sotto l'enorme volta, termina il diedro.
Con un netto traverso sotto l'enorme volta, termina il diedro.
Ultimi passi prima della cima
Ultimi passi prima della cima
Foto di vetta
Foto di vetta