
Civetta - Via Philipp-Flamm
Circa 1.000 m di sviluppo, VII e A1
Via mitica che non necessita presentazioni, la includo tra le più belle e gratificanti che abbia mai fatto in Dolomiti. Un viaggio di mille metri nel cuore della Parete delle pareti, tra diedri, enormi camini e muri in aperta parete.
Salita effettuata in giornata il 13 agosto 2016 con Francesco Canacarini a comando alternato.
Mi permetto di sfatare categoricamente il mito di via marcia, anzi la roccia risulta essere incredibilmente compatta e liscia, le zone dove forse decenni fa era delicata, sono ormai ben ripulite. Le numerose sgommate nere visibili sugli appoggi, evidenziano come un tempo questa via era molto ripetuta.
In Dolomiti difficilmente su itinerari di mille metri si trova una roccia così solida lungo la via, piuttosto i problemi sono dati dai camini bagnati e fangosi della parte alta. Ad esempio, per fare un confronto la vicina Solleder-Lettenbauer risulta più friabile.
Noi abbiamo l'abbiamo fatta in una giornata segnata dal caldo torrido, tanto che la doccia sotto l'impietoso sole sbucato nei tiri sommitali, è stata addirittura un gran piacere, dato che ci ha permesso di rinfrescarci un po'. Le condizioni erano molto buone, abbiamo trovato soltanto qualche tiro bagnato, ma è inevitabile, non credo che sia possibile trovare i camini in alto del tutto asciutti.
Note: Abbiamo seguito la relazioni di Ivo Rabanser sulla guida "Vie e vicende in Dolomiti", trovandola ottima e precisa.

Uno sguardo all'attacco della via il giorno prima della salita




Il traverso che porta verso la zona dove cominciano i camini sommitali

Ancora un tiro ed ecco che appaiono i camini


Ghiaccio dentro i camini

Francesco su un tiro fangoso dentro i camini, il più ingaggioso che abbiamo trovato



Le corde scompaiono nel buio camino nonostante la luce del flash

In fondo al buio camino c'è il buchetto d'uscita
Quasi fuori dal mitico buco

Subito dopo il "tiro del buco" ci aspetta una bella doccia sotto il torrido sole





Al tramonto fuori dalla via!

