Cervino: Cresta Furggen

Via diretta degli strapiombi (TD / massimo V grado su roccia) 1.150 metri di dislivello dal Biv. Bossi.

Salire questa cresta è davvero uno dei modi più belli per arrivare in vetta al Cervino. Ripida e diretta, sale dritta senza i tipici sali e scendi degli itinerari di cresta.

Salita effettuata con Francesco Cancarini il 27/09/2018. Abbiamo cercato di andare su più leggeri possibili, avevamo solo uno spezzoncino di corda da 30 metri, tre friend(viola, verde e rosso), 5 rinvii e qualche cordino. Uno zainetto da 20 litri a testa con acqua, cibo, picca, ramponi e spolverino. 
Abbiamo salito slegati tutto il facile tratto fino al tiro del camino, dove ci siamo allongiati alla sosta e tirato fuori la corda. Le condizioni purtroppo in questo tratto erano pessime ed abbiamo dovuto dare il meglio di noi stessi per passare. Sulla roccia si era depositata neve dalla consistenza dello zucchero a valo, smaltando totalmente le placche appoggiate e depositandosi su ogni minimo gradino. Con soli 3 frend ed una corda troppo corta per arrivare direttamente ad alcune soste, è stato seriamente difficile. Ad ogni passo rischiavamo di scivolare a causa della neve che ricopriva la roccia. Dal traverso in poi la roccia tornava pulita ed in un baleno siamo schizzati verso la vetta. Ma abbiamo perso più tempo a fare tre tiri di corda che ad arrivare a slegati fin li, ovvero 900 metri di dislivello. Partiti dal Bivacco Bossi alle cinque meno un quarto, siamo arrivati in cima alle undici della mattina. 

Purtroppo su internet girano diverse informazioni sbagliate su questa cresta. Non mi piace polemizzare o criticare il lavoro e le salite altrui, però in questo caso mi permetto di dire la mia, in quanto ritengo ci siano errori abbastanza gravi e fuorvianti.
Basta fare una veloce ricerca sulla Cresta di Fruggen per leggere di roccia marcia, canali pericolosi con scariche, o ancora cordata soccorsa con l'elicottero. Insomma sembra tutto fuorché un itinerario piacevole. Quando in realtà sono sicuro che in tutti i casi, semplicemente è stata seguita, a tratti, una linea sbagliata. Noi, stando sul percorso più idoneo, abbiamo trovato una bellissima roccia, solida e sicura, per tutti gli 800/900 metri di terreno facile che conduce ai tiri di corda. Stando sul filo di cresta non solo si arrampica su roccia bella, ma ci si muove molto più velocemente che sulla parete est, e sopratutto si sta al riparo dalle famigerate scariche. Sui tiri di corda magari qualcosa di instabile effettivamente c'è, ma nulla di spaventoso, basta stare attenti. 

In fondo alla pagine segue la relazione della via di salita.

Sulla prima spalla
Sulla prima spalla
Sulla seconda spalla
Sulla seconda spalla
Dopo la terza spalla, sul facile canale obliquo
Dopo la terza spalla, sul facile canale obliquo
Tiro del camino/fessura
Tiro del camino/fessura
Il bellissimo traverso
Il bellissimo traverso
Quasi in vetta
Quasi in vetta
Vetta! 4.478 m
Vetta! 4.478 m
In discesa sulla Cresta del Leone, qui nei pressi del Pic Tyndall
In discesa sulla Cresta del Leone, qui nei pressi del Pic Tyndall

Relazione:

Da Cervinia raggiungere prima il Rifugio Oriondè, poi per vaghe tracce il Bivacco Bossi dove si pernotta (circa 1.400 m di dislivello). Dal bivacco dopo un breve tratto di cresta affilata, ma con poco dislivello, si giunge all'attacco della Cresta di Furggen. A questo punto si ha davanti un ripido muro, che va superato nel suo tratto più debole, circa 20/30 m di III e IV-, ed al suo termine ci si ritrova su terreno nettamente più facile ed appoggiato. Si ha ora davanti tutta la parete est del Crvino, non salire diritti sugli sfasciumi, ma traversare nettamente verso sinistra(faccia a monte), fino a raggiungere totalmente il filo di cresta. Proseguire mantenendo rigorosamente il filo dello spigolo senza abbandonarlo. Assolutamente non andare mai verso la parete est, magari invitante perché appare meno ripida dello spigolo, ma li la roccia è decisamente marcia e pericolosa. Sullo spigolo invece la roccia, anche se a blocchi, risulta piacevole da scalare, sicura e proteggibile, prestandosi per lavorare in sicurezza con la corda corta. Le difficoltà non superano mai il terzo grado. Raggiunta la prima spalla(spit sul filo di cresta), proseguire dritti, lungo un pilastrino di ottima roccia appena a destra del filo di cresta(max III grado). In questa tatto si può osservare in tutta tranquillità e sicurezza il canale che scarica di continuo alla propria destra, che viene assurdamente consigliato(!!!) in altre relazioni che ho letto. Dalla spalla si deve puntare agli evidenti strapiombi gialli, raggiungendo senza via obbligata la successiva spalla a circa 4.200 m di quota dove è presente una sosta a spit. Questo è l'unico tratto dove si può anche abbandonare il filo dello spigolo. Dalla sosta a spit si segue il secondo dei due disegni. Prima salire la facile rampa obliqua verso destra, poi per placche obliquare ancora verso destra fino a raggiungere la sosta sopra un nevaio. Dalla sosta traversare a sinistra e salire il camino/fessura, spit all'inizio del camino. Al termine del camino puntare verso il filo dello spigolo fino ad arrivare ad una sosta su un comodo pulpito. Abbandonare lo spigolo e rientrare in parete, attraverso un caminetto che termina in una placca appoggiata dove si trova la sosta. Traversare nettamente a sinistra, oltrepassando lo spigolo, ed individuato uno spit, salire dritti fino a raggiungere una comoda cengia(sosta a spit e chiodo vecchio). Da questa " terrazza" si hanno davanti due spigoli, uno a destra ed uno a sinistra. Bisogna puntare a quello di sinistra, entrando prima nel diedro che divide i due spigoli, da dove poi si raggiunge il filo dello spigolo a sinistra. Sosta con due spit. Da qui la linea verso la vetta è inconfondibile ed è anche presente una corda fissa nell'ultimo tratto.

Nota: La linea fino ai tiri degli strapiombi è molto logica, basta mantenere sempre il filo dello spigolo e non ci si può sbagliare. Non serve neanche guardare la relazione. 
Se si segue la linea corretta, si potrà davvero godere di una magnifica giornata sul Cervino, arrampicando quasi sempre su piacevole e solida roccia.