Gran Vernel e Punta Penia.

Esposizione principalmente Est e Nord. Circa 2.100 m di dislivello OSA; III su roccia; AD.

Giro tecnicamente impegnativo, in cui si salgono due tra le principali vette nel Gruppo della Marmolada. Le cime sono vicine, eppure agli antipodi per quanto riguarda le caratteristiche. La Punta Penia(3.343 vetta più alta di tutte le Dolomiti) è la classica gita che in primavera viene letteralmente presa d'assalto dagli scialpinisti, mentre Il Gran Vernel(3.205m), appena più in la, non viene salito praticamente mai in questa stagione, in quanto tecnicamente molto più impegnativo.
Il Gran Vernel è famoso per la sua linea estrema di sci ripido sulla parete nord-ovest, scesa per la prima volta da Toni Valeruz nel 1973. Noi però siamo saliti lungo la via normale estiva attraverso la Forcella Vernel, itinerario meno celebre, ma decisamente più frequentato, almeno nei mesi estivi; mentre non viene praticamente mai salito in questo periodo. Una volta in cima siamo ridiscesi dallo stesso percorso, fino ad incrociare la traccia di salita per la Punta Penia. 

La salita al Gran Vernel è davvero spettacolare, ma per assurdo nella stagione primaverile non va su nessuno. Naturalmente dalla Forcella Vernel in poi è un itinerario alpinistico, ma di difficoltà non certamente estreme, dato che al massimo si parla di un tratto di terzo grado su roccia, dunque alla portata di tantissimi. Il filo di cresta roccioso , affilato e incredibilmente esposto, a strapiombo sull'impressionante parete sud, è qualcosa di altamente spettacolare. In più la cima impressiona per esposizione, da tutti i lati, si guarda nel vuoto. Tra tutte le vette che si ammirano, quella che forse colpisce di più è la P. Penia, prossima tappa del giro.

Relazione
Dal Passo Fedaia andare per la Forcella Vernel, dove, leggermente a destra, una cinquantina di metri prima della forcella vera e propria, si lasciano gli sci. Salire in diagonale verso sinistra(viso a monte) prima su ripido pendio nevoso misto a qualche roccia(presente sosta su spuntone), poi su cengia sempre più larga e comoda fino a raggiungere una sosta a chiodi nei pressi del bordo a picco sulla parete sud. Raggiungere il bordo, sul filo della cornice di neve, ci si abbassa leggermente di un metro, poi in obliquo a sinistra ancora su neve, per arrampicare su roccia, in obliquo verso destra(II grado), ora dritti in verticale per il tratto chiave della salita(III grado) raggiungendo una sosta espostissima a cavallo del filo di cresta roccioso. Dalla sosta si entra nell'evidente canale nevoso, al suo termine si supera un breve salto di roccia(III-), e adesso nuovamente su un canale di neve, si raggiunge una sosta. La sosta si trova pochi metri dall'uscita del salto roccioso, spostandosi sul bordo destro del canale. Proseguire per due lunghezze di corda nel canale, ma prima che esso si stringe e termini in una parete rocciosa, deviare decisamente a sinistra guadagnando il filo di cresta. Presente una sosta su roccia proprio da dove si deve obliquare verso il filo di cresta, ma facilmente rimane sepolta nella neve. Adesso bisogna mantenere l'impressionante ed esposto filo di cresta(vari spuntoni presenti), fino a trovare una sosta da dove il terreno spiana decisamente. Questo tratto da sotto può impressionare molto, ma in realtà è più agevole di quel che sembra, al massimo II grado. Adesso senza più difficoltà seguire il panoramico filo di cresta fino in cima, presente solo un piccolo saltino do roccia a metà, ma nulla di impegnativo. Dagli sci circa 250 m di dislivello. 
Dalla cima scendere per la via di salita, sfruttando le soste per calarsi in doppia fino a ritornare al deposito sci. Calzati gli sci, scendere il bellissimo canale, al suo termine seguire la traccia della fatta in salita fino al punto in cui si incontra la traccia - sicuramente ben battuta - che sale sulla Punta Penia, Seguirla per circa 800 metri di dislivello fino alla grande croce di vetta. Adesso non resta che scendere fino alla macchina e terminare così questo bellissimo giro. 

Note: alcune soste per la salita al Gran Vernel rimangono facilmente sepolte dalla neve ed individuare può risultare impossibile, a meno di non conoscere il punto esatto ... Difatti è molto probabile che anche noi non abbiamo trovato tutte le soste presenti. Dunque non farci troppo affidamento, ma piuttosto portarsi una scelta di almeno 4-5 chiodi. 
Noi avevamo soltanto un cordino in kevlar da 50 metri, sufficiente per calarsi in doppia solo a patto di disarrampicare diversi tratti su neve. Per una calata completa in doppia, necessarie due corde da 50 metri o attrezzare delle soste di calata intermedie.

Giro effettuato il 21 marzo 2019 con Marco Chemotti, che nonostante nella sua vita non avesse, ne mai arrampicato, ne mai fatto nulla di alpinistico, se l'è cavata egregiamente.

Il tracciato della salita al Gran Vernel
Il tracciato della salita al Gran Vernel

Verso l'evidente Forcella Vernel
Verso l'evidente Forcella Vernel
Marco Chemotti in arrampicata sul tratto chiave
Marco Chemotti in arrampicata sul tratto chiave
Scenario superlativo
Scenario superlativo
Guadagnando l'esposto filo di cresta
Guadagnando l'esposto filo di cresta
Fuori dalle difficoltà.
Fuori dalle difficoltà.
Vetta!
Vetta!
Guardando verso Punta Penia, prossima cima del giro!
Guardando verso Punta Penia, prossima cima del giro!
Bellissima discesa dalla Forcella Vernel, powder e pochissime tracce
Bellissima discesa dalla Forcella Vernel, powder e pochissime tracce
In vetta alla P. Penia
In vetta alla P. Penia
Discesa dalla P. Penia purtroppo totalmente tritata dalle centinaia di scialpinisti scesi prima di noi...
Discesa dalla P. Penia purtroppo totalmente tritata dalle centinaia di scialpinisti scesi prima di noi...