I 3.000 del Civetta - Concatenamento

Cima di Tomè 3.061 m
Civetta 3.220 m
Piccola Civetta 3.207 m
Cima de Toni 3.040 m 


Esposizione: est e sud-est; circa 2.500 m di dislivello; 22 km; S 5.1; OSA; difficoltà alpinistica: D.

Giro senza eguali in Dolomiti, tra grosse cornici si è lungamente esposti a picco della vertiginosa "parete delle pareti", in ambiente assolutamente da brividi.
Questa memorabile cavalcata a fil di cresta, permette di fare in un solo colpo le vette sopra i 3.000 m del massiccio del Civetta. Ma attenzione, non è un semplice concatenamento di cime, dove più sei allenato e più ne metti dentro, difatti il dislivello non è esagerato (circa 2.500 m) e neanche il numero di cime "ufficiali" è alto (appena quattro). Semplicemente è un viaggio che nulla ha a che fare con i numeri, ma soltanto con la bellezza di una natura rara e unica. Chi saprà cogliere questo aspetto, potrà godere di un viaggio meravigliosamente selvaggio, magari anche difficile e di ricerca, ma che garantisce emozioni e silenzi preziosi. 


Giro effettuato da solo il primo maggio 2018. Condizioni perfette causa una giornata particolarmente fresca.

Verso la Cima di Tomè
Verso la Cima di Tomè
In vetta alla Cima di Tomè, la prima del giro.
In vetta alla Cima di Tomè, la prima del giro.
La cima del Civetta
La cima del Civetta
Salendo verso la Piccola Civetta con la C. di Tomè sullo sfondo
Salendo verso la Piccola Civetta con la C. di Tomè sullo sfondo
In cima alla Piccola Civetta
In cima alla Piccola Civetta
Sulla Cima de Toni
Sulla Cima de Toni
Dalla Forcella delle Sasse guardando verso l'ultima discesa
Dalla Forcella delle Sasse guardando verso l'ultima discesa
Il firm più bello della stagione per una discesa memorabile
Il firm più bello della stagione per una discesa memorabile

      Relazione:

  • L'itinerario è quanto di più completo ci si possa immaginare, racchiuso in un giro ad anello, troviamo difatti un perfetto mix tra alpinismo e sci ripido. 
  • La prima tappa è quella di seguire la Via Normale del Civetta. Si parte dal parcheggio di Pecol Vecchio(1380 m) all'imbocco della pista, per poi arrivare alla Baita Civetta(1579) oltrepassarla puntando a destra al bordo di un torrente. Imboccare il sentiero 586 con indicazioni(cartello) per Forcella della Grava. Seguirlo prima a fianco del torrente, poi quando sparisce andare avanti fino ad arrivare ad una piccola capanna dove parte la teleferica (1.808 m). Adesso salire su terreno più ripido il pendio puntando leggermente in diagonale verso destra. Terminata la vegetazione e giunti nei pressi delle pareti di roccia, proseguire decisamente in diagonale sempre verso destra, puntando al Passo del Tenente(vedi foto). 
Alle prime luci dell’alba ecco il tratto verso il Passo del Tenente della Via normale al Civetta
Alle prime luci dell’alba ecco il tratto verso il Passo del Tenente della Via normale al Civetta
  • Individuati i cavi metallici risalirlo. Fin qui, se non lo si conosce, il percorso non è particolarmente facile da trovare, anche perché si è ancora al buio con le frontali, dunque fondamentale una buona mappa. Da adesso invece proseguire per ripidi pendii nevosi seguendone la logica fino a giungere nei pressi del Rif. Torrani. Prima di arrivare alla struttura, puntare piuttosto alla grande forcella che divide Civetta e Cima Tomè. Dalla forcella, a sinistra salire la bella cresta inizialmente nevosa, che poi dopo la prima spianata tra cornici e roccette porta in breve alla prima vetta di giornata, ovvero la Cima Tomè 3061 m. Ritornare alla forcella e salire fino in cima al Civetta. Dalla vetta seguire la cresta con enormi cornici in direzione sud, scendere per un ripido pendio nevoso, fino ad individuare sulla destra il posto più agevole per entrare nel canalino tra Civetta e la Piccola Civetta. Se si azzecca il passaggio più agevole si può disarrampicare facilmente una manciata di metri (I e II grado), altrimenti sarà necessario calarsi con una breve doppia.
Dalla Cima di Tomè si ha un’ottima visuale sul successivo tratto da percorrere. Il facile passaggio in arrampicata (o eventuale breve calata) che permette di raggiunger canale tra il Civetta e la Piccola Civetta è alla fine della linea tratteggiata
Dalla Cima di Tomè si ha un’ottima visuale sul successivo tratto da percorrere. Il facile passaggio in arrampicata (o eventuale breve calata) che permette di raggiunger canale tra il Civetta e la Piccola Civetta è alla fine della linea tratteggiata

Salire il canale, dove si biforca prendere senza timori il ripido canalino di sinistra, dunque non quello più invitante che va alla forcella. Il canalino sbuca in cresta, e sempre su terreno piuttosto ripido si giunge alla vetta della Piccola Civetta. 

Un particolare del ripido canalino da salire per raggiungere la Piccola Civetta
Un particolare del ripido canalino da salire per raggiungere la Piccola Civetta
  • Seguire fedelmente la lunga e bellissima cresta, tra grosse cornici, passaggi esposti sul filo e tratti rocciosi. Principalmente orizzontale, poi con qualche sai e scendi più accentuato, fino ad una decisa discesa verso la Cima de Toni. Giunti alla forcella salire quest'ultima cima e tornare sui propri passi alla forcella. Attenzione, il percorso adesso non è di facile individuazione, la discesa moderatamente è ripida (S5.1) ma veramente bella e di gran soddisfazione. Scendete direttamente il canalino che da verso la Valle delle Sasse, presto si arriva ad un breve salto roccioso. Individuare la sosta sulla destra(faccia a valle), calarsi con una breve doppia, e adesso calzati gli sci scendere fino a giungere ad una grande ed evidente cengia che va interamente traversata a destra(faccia a valle). Fin qui tutto è ancora abbastanza logico, ma adesso attenzione perché da questa cengia, dopo aver traversato direzione sud, non va preso il primo invitante canalino che scende verso valle, ma si va ancora un attimo oltre per scendere quello successivo che porterà finalmente giù in Valle delle Sasse. 
L’ultimo tratto della cresta con la Cima de Toni e il tracciato della discesa.
L’ultimo tratto della cresta con la Cima de Toni e il tracciato della discesa.
  • Una volta nella valle puntare la Forcella delle Sasse, che si raggiunge con un'ultima breve risalita di un centinaio di metri scarsi. Dalla forcella scendere definitivamente a valle con divertente sciata su pendii abbastanza dolci, fino ad arrivare alla capanna della teleferica ricongiungendosi con il percorso di salita. A questo punto il gioco è fatto, non resta che seguire a ritroso le proprie traccie di salita fino alla macchina. 
Scesi dalla Cima de Toni si attraversa tutta la Valle delle Sasse e si risale fino alla Forcella delle Sasse. Ultima tappa del giro.
Scesi dalla Cima de Toni si attraversa tutta la Valle delle Sasse e si risale fino alla Forcella delle Sasse. Ultima tappa del giro.