Gran Zebrù - Suldengrat

1950 m di dislivello; 20 km - AD; III su roccia 45 gradi su neve/ghiaccio nei canali d'accesso.

La Suldengrat è sicuramente il modo più estetico per raggiungere la cima del Gran Zebrù, montagna già di per se estremamente elegante. Una cavalcata mozzafiato a fil di cielo, su un profilo di cresta che presenta entusiasmanti passaggi aerei rocciosi, per poi terminare in cima su un tratto di neve affilata come la lama di un coltello. L'unica pecca è che non essendo molto lunga, quando si arriva in cima, dispiace che sia finita ...

Ho fatto questo giro il 19/07/2018 in solitaria partendo e tornado al parcheggio dei Forni. Non ho voluto tirare, ma ho comunque tenuto un ritmo allegro, sono arrivato in cima quattro ore e mezza dal parcheggio(per un errore all'inizio ho allungato il percorso). Mentre per la cresta vera e propria, ovvero dal Passo di Solda alla vetta ci ho messo 50 minuti.
Con me avevo uno zainetto da dodici litri, con dentro due litri di acqua nel Camelback, cinque gel, un pezzo di pane, una barretta, spolverino, ramponi leggeri in alluminio, una piccozza. Ho indossato pantaloni leggeri, magliettina termica a maniche lunghe, casco, ho usato i bastoncini. Non ho portato la corda. Condizioni ottime, rigelo notturno perfetto sul ghiacciaio.

Dal parcheggio dei Forni si percorre la strada che porta al Rifugio Pizzini, da dove si imbocca l'accesso per la Via Normale al Gran Zebrù, seguendo una larga traccia sulla morena. Giunti alla Vedretta del Gran Zebrù la si risale fino al Colle delle Pale Rosse, dove si scende leggermente sulla Vedretta della Miniera, costeggiando grossomodo la parete, fino ad individuare la rampa che conduce al Passo della Miniera. Risalirlo prestando attenzione alla roccia marcia e allo steso tempo liscia(III grado) La risalita di questo tratto è il più impegnativo di tutto il giro. Una volta raggiunto il colle, scendere il canale nevoso(circa 150 m 45 gradi) fino alla Vedretta dello Zebrù, da dove, mantenendo la destra, si punta al canale che permette di raggiungere il Passo di Solda(40 gradi). Dal passo seguire la cresta, mantenendo rigorosamente il filo, anche quando sembra che passare ai lati sia più semplice. Fuori dal filo di cresta, ci si va ad impestare sulla roccia marcia, meglio evitare... Le difficoltà sono principalmente II grado in roccia, un paio di brevi passi di III, poi la parte terminale che conduce in vetta è su neve affilata. Dalla cima scendere lungo la normale, dove, giunti alla Vedretta del Gran Zebrù ci si ricongiunge con il percorso di salita e si torna alla macchina.

L'accesso più seguito in realtà è quello dalla Val Zebrù, passando dal Rifugio V Alpini. Ma a mio parere conviene decisamente partire dalla Val Cedec come ho descritto sopra, per due validi motivi: innanzitutto in questo modo, una volta giunti in vetta, le maggiori difficoltà sono alle spalle, dovendo "soltanto" scendere per la normale e poi rientrare comodamente alla macchina. Se si dovesse optare per la Val Zebrù, la salita è sicuramente più breve e agevole, ma così si spostano le difficoltà principali del giro al rientro, quando magari si è anche stanchi. In questo caso, oltre la normale, bisogna fare tutto il lungo tratto del Colle delle Pale Rosse e del Passo della Miniera, che appunto risulta più impegnativo della cresta stessa, specialmente sotto il caldo del sole attraversare il ghiacciaio con la neve molle rischia di diventa una gran faticata. Molto meglio fare tutto questo la mattina quando mentalmente e fisicamente si è freschi, sfruttando il rigelo notturno. Infine consiglio di fare questo giro ad inizio stagione o comunque quando gli innevamenti dei canali  d'accesso sono sufficienti.