Traversata dei 3.000 scialpinistici del Brenta

Cima d'Ambiez 3.103
Cima Tosa 3.173
Cima Brenta 3.150
Cima Mandron 3.040

Esposizione: salita e discesa dell'Ambiez ovest e nord-ovest; sud la salita per la via Migotti; nord la discesa per il Canalone Neri; sud la salita alla Cima Brenta; nord-ovest e ovest la discesa finale.
3.100 m di dislivello in salita; 3150 in discesa; circa 25 km; S 5.2; OSA; difficoltà alpinistiche: complessivamente AD+.

Materiale: normale dotazione scialpinistica, in più corda, o anche solo un cordino e un paio di chiodi per eventuali calate impreviste, due picche nel caso il canale di accesso alla Cima d'Ambiez ha dei salti di ghiaccio come successo a noi. In condizioni ottimali una sola picca è sufficiente. 

Traversata di impagabile bellezza nel cuore delle Dolomiti di Brenta, che raggiunge vette grandiose di indiscusso fascino. Un'itinerario difficile e mai scontato, tra grandi pareti rocciose e ripidi canali nevosi, tutte le cime risultano essere particolarmente tecniche, in salita quanto in discesa. Lungo una linea ideale, da sud verso nord, questo giro percorre le quattro vette "scialpinistiche" che superano i 3.000 metri del gruppo. Rimangono così fuori soltanto gli altri due "3.000", ovvero il Crozzon di Brenta e la Torre di Brenta, entrambi non fattibili con gli sci. Concatenare in giornata questi giganti è una cavalcata unica riservata ai pochi Sci-Alpinisti preparati ad affrontare un percorso del genere, ma la soddisfazione che ne si ricava è senza eguali. A mio parere è il giro più completo e affascinante delle Dolomiti di Brenta.

Giro effettuato il giorno 11 maggio 2018 in condizioni non ottimali, la meteo che prevedeva rigelo notturno e bel tempo di giorno ci ha decisamente tradito. La neve molle ha reso superfluo l'uso de ramponi su quasi tutto il percorso. Durante l'ultima salita alla Cima Brenta, in alcuni tratti erano presenti 40-50 cm di neve fresca in cui si sprofondava inesorabilmente. Inoltre, a causa della nebbia, è un peccato non aver potuto godere appieno i meravigliosi panorami che offre questo giro.
Per me è stato il coronamento di tutta la stagione scialpinistica, che con questo giro, ho chiuso pienamente soddisfatto il capitolo dolomitico. Dopo aver abbozzato la prima idea a dicembre, sono seguiti vari sopralluoghi per valutarne innanzitutto la fattibilità. Lentamente percorso e logistica hanno preso forma in questo bellissimo giro.

Relazione:
Organizzarsi con due macchine, lasciarne una al parcheggio di Vallesinella. Il luogo esatto per la partenza potrebbe diventare un rebus, noi siamo riusciti a partire dalla Malga di Val d'Agola, rischiando la multa, in quanto la stanga con il divieto d'accesso sarebbe diversi chilometri prima. Ci è andata bene ... Eventualmente se la sbarra è chiusa o non ve la sentite di rischiare la sanzione, calcolare circa 5-6 km e 300 o 400 m di dislivello in più al giro. Una bella tortura per le ginocchia da fare con gli scarponi da sci su strada forestale, eventualmente valutare di organizzarsi con delle bici.
Dalla Malga di Val d'Agola prendere il sentiero 324 e poi 307, seguendo le indicazioni per il rifugio XII Apostoli. Non raggiungere la struttura, ma rimanere piuttosto sulla sinistra, ed entrare direttamente alla Vedretta di Val d'Agola. Percorrerla fino a giungere all'attacco dell'evidente canale nord-ovest della Cima d'Ambiez, salirlo fino al suo termine(grossa cornice), dove ci si raccorda con la Via Normale estiva, che conduce in vetta. Ridiscendere per lo stesso itinerario, fin quando, viso a valle, si taglia in diagonale verso destra per raggiungere la Bocca dei Camosci. Solitamente gli ultimi metri sono su elementari roccette. Raggiunta la Bocca, dal cartello con le indicazioni, scendere un breve tratto ripido, per poi mettere le pelli e salire alla Bocca d'Ambiez. Ad un certo punto, sulla propria sinistra si noteranno scalette e cavi d'acciaio della Via Migotti, ignorarli e piuttosto proseguire fino in cima alla Bocca d'Ambiez. Solo adesso, salire la Via Migotti, che in questo tratto non ha più i cavi metallici, fino in vetta alla Tosa. Dalla madonnina di vetta, scendere imboccando l'evidente Canalone Neri, una volta terminato, raggiungere il Rif. Brentei, poi dirigersi verso il Rif. Alimonta (indicazioni), fino ad arrivare all'attacco della vecchia Via Normale da sud per la Cima Brenta. Seguire questo itinerario arrivando in vetta, poi per cresta raggiungere anche la Cima Mandron. Infine scendere dallo Scivolo Massari, proseguire fino ad incontrare il sentiero 317 che passando dal Rif. Casinei porta direttamente al parcheggio.

Nota: per la relazione dettagliata di tutte le singole cime e tappe del percorso vedere la guida Scialpinismo nelle Dolomiti di Brenta" di Omar Oprandi.

Acceso alla Vedretta di Val d'Agola
Acceso alla Vedretta di Val d'Agola
Il canale nord-ovest da salire per arrivare in vetta all'Ambiez
Il canale nord-ovest da salire per arrivare in vetta all'Ambiez
In condizioni ottimali si scenderebbe il canale interamente con gli sci(lo valutano S 5.1), ma purtroppo non era decisamente possibile in questa stagione, pur abbondantemente nevosa
In condizioni ottimali si scenderebbe il canale interamente con gli sci(lo valutano S 5.1), ma purtroppo non era decisamente possibile in questa stagione, pur abbondantemente nevosa
In vetta alla Cima d'Ambiez
In vetta alla Cima d'Ambiez
Dalla Bocca dei Camosci, uno sguardo verso la Bocca d'Ambiez avvolta nella nebbia
Dalla Bocca dei Camosci, uno sguardo verso la Bocca d'Ambiez avvolta nella nebbia
Iniziamo a salire la Via Migotti con divertente arrampicata su facile e solida roccia.
Iniziamo a salire la Via Migotti con divertente arrampicata su facile e solida roccia.
Uscita dalla Via Migotti sul plateau della Cima Tosa
Uscita dalla Via Migotti sul plateau della Cima Tosa
La madonnina in vetta alla Tosa
La madonnina in vetta alla Tosa
Discesa per in Canalone Neri
Discesa per in Canalone Neri
Spuntino al termine del Neri
Spuntino al termine del Neri
L'ultima tappa del giro, circa 1.000 m di dislivello.
L'ultima tappa del giro, circa 1.000 m di dislivello.
Si inizia a salire la Via Normale da sud della Cima Brenta
Si inizia a salire la Via Normale da sud della Cima Brenta
In vetta alla Cima Brenta
In vetta alla Cima Brenta
In cresta ci sorprende una bella nevicata con forte energia elettrostatica, vista la criticità della situazione, niente più foto fino a quando non siamo al termine dello Scivolo Mssari, dove la meteo sarà tornata alla normalità.
In cresta ci sorprende una bella nevicata con forte energia elettrostatica, vista la criticità della situazione, niente più foto fino a quando non siamo al termine dello Scivolo Mssari, dove la meteo sarà tornata alla normalità.
Giù dallo Scivolo Massari, ci lasciamo alla spalle il brutto tempo
Giù dallo Scivolo Massari, ci lasciamo alla spalle il brutto tempo
Il tracciato gps della traversata.
Il tracciato gps della traversata.