Sass Maor - Solleder-Kummer

Circa 600 metri di svuluppo, VI-


Ripetizione effettuata con Ruggero Samaden il 7 ottobre 2026, nell'anno del centenario dell'apertura. Con una serie di traversi è l'emblema della ricerca del "facile nel difficile", anche perché tutto ciò che c'è attorno a questa via è realmente difficile. Dunque immedesimarsi nei due apritori, che un secolo fa con la tecnica e l'attrezzatura di quel periodo, si sono ritrovati su una porzione di parete così strapiombante e con una geniale sequenza di traversi sono riusciti a scovare l'unico passaggio fattibile a quel tempo, ci ha fatto davvero impressione. Anche perché nel caso non fossero riusciti nel loro intento, una ritirata sarebbe stata un problema enorme, forse quasi impossibile in certi punti. Dunque se dal punto di vista dell'arrampicata in se forse non potrà soddisfare gli scalatori alla ricerca di una via su roccia bella e piacevole, a mio parere vale la pena ripeterla anche solo per il grande valore storico che si porta dietro e per la sopracitata genialità degli apritori.

Noi abbiamo scelto l'avvicinamento dalla Val Canali, a mio parere molto più funzionale rispetto a quello dal Rifugio Velo della Madonna perché si può effettuare comodamente in giornata, senza dover pernottare in rifugio. Le nostre tempistiche sono state le seguenti: 

2 ore dal parcheggio all'attacco della rampa.
4 ore complessive per tutta la via fino in cima
3 ore per la discesa dalla cima alla macchina.

Noi abbiamo salito slegati tutta la facile rampa diagonale e ci siamo legati su un terrazzino dove iniziava il primo tiro verso l'alto sugli strapiombi gialli(un piccolo e breve diedro di V che ci è sembrato più duro del tiro chiave di VI-). Aver optato per la corda singola invece delle due mezze ci ha consentito di essere molto più veloci. Dal momento in cui anche con le mezze una ritirata prima di completare la lunga traversata verso sinistra, dove ci si riporta sulla verticale della rampa, sarebbe un qualcosa di estremamente complicato, mi sento di consigliare questa soluzione. Come materiale è sufficiente una serie di friend, più il martello con una mazzetta di chiodi. Purtroppo lo stato dei chiodi lungo i tiri è pessimo, alcuni sono talmente arrugginiti che stanno per sbriciolarsi, il mio consiglio è di ignorarli, usando al loro posto i friends e moschettonando solo quelli dall'aspetto più solido. Noi qualche chiodo lo abbiamo aggiunto, anche ad alcune soste (che per fortuna non hanno più gli spit come scritto in recenti relazioni), se tutti coloro che andassero a ripetere la via facessero altrettanto, piano piano si tornerebbe ad avere una chiodatura accettabile.

Infine noi abbiamo seguito la relazione presente sul sito ormeverticali.it, lo schizzo lo abbiamo trovato preciso e comodo da seguire, solo i metri dei tiri erano quasi tutti sbagliati, generalmente si rivelavano anche 10 metri più corti di quanto riportato. Anche per questo motivo consiglio di unire il più possibile i tiri. Noi da quando ci siamo legati ne abbiamo fatti solo 8, compresi due breve tratti in conserva utilizzando i T-Block.